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AUGUSTEA IBERICA E IL CAFFE’ CANDIDATO A PATRIMONIO IMMATERIALE DELL’UMANITA’ UNESCO

Augustea-Iberica

Augustea-Iberica

“Prendiamoci un caffè”

E’ l’ invito più frequente che si possa ricevere in tutta Italia perchè il caffè espresso italiano è uno dei simboli più identificativi e tra i più amati del made in Italy tanto da essere candidato a Patrimonio Immateriale dell’Umanità – UNESCO.

Il caffè per gli italiani è una liturgia, un rito condiviso da generazioni e caposaldo immortale della nostra industria alimentare con più di 800 torrefazioni che operano in Italia e che comprendono 7.000 addetti.

“Chicchi” di storia ci regala il viaggio nell’universo del caffè che parte dagli altopiani dell’Etiopia fino a giungere a Costantinopoli, attuale Istanbul, dove nel XVI secolo fu aperta la prima caffetteria della storia.

Passando per Vienna giunge in Italia dove, nel 1720, viene aperto in Piazza San Marco a Venezia, il Caffè Florian, tra i più antichi al mondo, celebre per il suo stile unico e senza tempo, con i vassoi di servizio rigorosamente in argento e l’inconfondibile livrea dei camerieri.

Era la Venezia del Canaletto, del Tiepolo, del Casanova e di Vivaldi; calle e campielli si popolavano, al fruscio di lunghe gonne e sfarzose redingote. Le sale degli antichi palazzi si illuminavano per i grandi balli che la laguna rifletteva nei canali con tutto il loro splendore.

Era l’epoca del Carnevale, famoso in tutto il mondo.

Ma è l’intera Italia che brilla in tutto il mondo per i suoi caffè storici che risultano patrimoni artistici e architettonici. Infatti continuando un viaggio immaginario si giunge al Caffè Gambrinus, il più antico di Napoli, patria del caffè per tradizione e dove si inventò la cucumella, per preparare il caffè in casa.

Molte sono le storie e le tradizioni a Napoli legate al caffè. Una delle più tipiche (che dimostra il carattere generoso dei napoletani) è quella del caffè sospeso. Un cliente del bar paga due tazzine, di cui una a beneficio di un ignoto che ne faccia richiesta.

Chi entra a contatto con il popolo napoletano e ne comprende la sua antica cultura, la sua profonda filosofia di vita non può non restarne affascinato.

“Quando un napoletano è felice, paga due caffè: uno per sè stesso e uno per il cliente che viene dopo. E’ come offrire un caffè al resto del mondo” (L. De Crescenzo)

Ma cosa renda il caffè italiano il più buono? La bontà del nostro caffè deriva dalla preparazione delle miscele e dalla tostatura dei chicchi di caffè caratteristiche che rendono leader il produttore italiano VEZZALI.

Vezzali Caffè si avvale di una figura unica, quella del Fuochista Tostatore che, alla capacità rituale di tostare, aggiunge l’abilità artigianale, oramai scomparsa, di mantenere costante il calore durante la tostatura, utilizzando legna autoctona (di bosco e di agrumi).

Divino caffè, il cui gusto rimane tutto il giorno in bocca e Vezzali Caffè te ne offre una tazzina seduto sul bordo dell’universo, guardando l’intero cielo che è tuo, per scriverci sopra.