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L’ARABA FENICE, SIMBOLO DI RESILIEZA…AUGUSTEA IBERICA E L’ITALIANITA’

Augustea-Iberica

Augustea-Iberica

“Che la fenice more e poi rinasce…..” (Dante Alighieri)


L’Italia, come l’uccello mitologico che risorge dalle proprie ceneri, esprime le sue più alte capacità proprio nei momenti più critici, trasformando delusioni e difficoltà in una creativa rinascita.
Così il grande chef Ercole Villirillo ha relizzato, simbolicamente, questa originale Araba Fenice con pesce, frutti di mare e olio di oliva aromatizzato al bergamotto.
Da un’idea del grande orafo Gerardo Sacco, il Villirillo ha presentato questa opera d’arte al premio Bergafest 2020.
E’ un inno al bel ritorno, al piacere di ritrovarsi, al rinnovamento e alle nuove sfide. Ora stiamo vivendo una “estate”, simbolo di ripartenza e rinascita dopo un lungo “inverno”…….. e il fruscio delle acque del Grande
Fiume dà il benvenuto alla nuova stagione……..


La ripresa post COVID si presenta ricca di difficoltà; il rispetto dei protocolli sanitari, la crisi economica, la paura che ancora serpeggia tra la gente non giocano a favore sopratutto alla ristorazione, settore particolarmente penalizzato. Ma la fantasia e la creatività degli italiani spesso ha la meglio.
Consapevoli che essere chef, cuoco, pasticcere o pizzaiolo vuol dire essere ambasciatori e interpreti della tradizione italiana a tavola, molti si sono rinventati creando spazi originali e accoglienti.
La convivialità del ristorante Capre e Cavoli di Milano si è espressa attraverso la creazione di 14 casette all’interno del locale.
Così gli ospiti si sentono a casa……stando in un ristorante!


Altro esempio affascinante è l’agriturismo Poggio Brico, che sorge vicino Todi, offrendo la possibilità di degustare le loro eccellenze su una terrazza a 5 mt. di altezza, in un bosco di noci.


La Tana del Ghiro, in Calabria, ha “adagiato”, tra le braccia accoglienti del Parco del Pollino, un angolo di paradiso dove la riscoperta di antichi sapori accompagna gli ospiti in un viaggio senza tempo.


Ma la grandezza degli italiani si era già manifestata durente il confinamento.
Nei tempi bui della pandemia, il senso della collettività e dell’unione che gli italiani hanno espresso in una solidarietà sociale ed economica, hanno reso l’Italia un vero esempio internazionale.
Grandi gli italiani!!!! Quando, nonostante la paura del nemico invisibile, hanno reagito in maniera concreta e stupefacente non solo rispettando i protocolli sanitari necessari per la propria incolumità, ma gettando lo sguardo al di là del proprio microcosmo tendendo una mano, ognuno secondo le proprie possibilità.
E così accadde che, quando la morte aleggiava vicino ad ognuno di noi, all’appello lanciato dalla Protezione Civile per colmare la necessità di 300 medici destinati alle zone più sofferenti d’Italia, hanno risposto in 8.000!
8.000 padri, madri, figli, mogli e mariti ma, soprattutto, MEDICI ……. Allo stesso modo è avvenuto quando l’appello è stato rivolto agli infermieri….. Su una richiesta di 500 unità, hanno aderito in 9.400!!
L’Italia dal cuore grande….. Il coraggio di professionisti che credono nella propria missione, giovani specializzandi o neo laureati a fianco di chi aveva già concluso la propria attività lavorativa.
E tanti altri bellissimi esempi di volontariato; il Sindaco di Asolo che ritorna in corsia o il sacerdote, medico pneumologo, che sceglie il letto del malato come suo altare, ritornando all’ospedale di Sassuolo dove prestava servizio prima della vocazione. Un fronte comune contro il virus!


La crisi cominciava ad attanagliare economicamente molti italiani.
In quel periodo c’era chi la spesa non poteva permettersela perché non stava lavorando e già tante famiglie erano in difficoltà: ecco perché alcuni cittadini decisero di aiutare con un gesto di solidarietà che è partito da Napoli ma che, successivamente, si diffuse velocemente in tutto il Paese.
Parliamo della “spesa sospesa”, che riprende un po’ il concetto del famoso “caffè sospeso”, iniziativa nata nel secondo dopoguerra ‘perchè nessuno può essere così povero da non poter bere neanche un caffè’.
Chi poteva aiutava gli altri comprando in più qualche prodotto alimentare da donare a chi ne aveva bisogno.
“Chi può metta, chi non può prenda”: era questo il messaggio scritto su un foglio appeso a un cestino in un vicolo di Napoli, dove chiunque poteva lasciare qualcosa per chi al momento non poteva permettersela.
In molte strade del capoluogo campano l’iniziativa lanciata da alcuni volontari ha fatto vedere i suoi frutti: tante persone, infatti, hanno iniziato a lasciare dei sacchetti con della spesa al loro interno, destinata a chi era in difficoltà ed hanno aderito anche tanti supermercati. In questo modo Napoli, città che da sempre si distingue per la sua generosità, ha dato un esempio a tutta Italia.


Sicuramente molte saranno le difficoltà da affrontare e la ripresa sarà lunga ma il Made in Italy è un brand riconosciuto in tutto il mondo tant’è che in maggio 2020 l’export è cresciuto del 35% (dati ISTAT).
In questa prospettiva Augustea Iberica sostiene le imprese che riconoscono nell’internazionalizzazione uno sbocco commerciale di sicuro successo.